La cervico-brachialgia
I disturbi che riguardano la colonna sono in aumento e, secondo i dati statistici, nel futuro saranno le patologie più frequenti. Questo uno dei motivi per cui sempre più persone si rivolgono al proprio fisioterapista di fiducia per poter mantenersi in buono stato di salute.
Il termine cervicobrachialgia è composto da due parole, il suo insieme indica una algia (dolore) localizzato lungo il plesso brachiale (nervi situati nell’arto superiore), plesso che origina dal tratto cervicale della colonna.
Si tratta un’infiammazione delle radici nervose del plesso cervicale che molto frequentemente è provocata da un’ernia discale che va a comprimere la radice nervosa. La sintomatologia si presenta con manifestazioni diverse da persona a persona, in base a diversi fattori:
- fasci nervosi interessati, dalle fibre che vengono compresse dipende la regione dell’arto superiore interessata (parte laterale o interna)
- entità della compressione, un’ernia procura una reazione infiammatoria maggiore di una protrusione
- soggettività, ovvero come una persona interpreta il sintomo doloroso, la sua esperienza con esso, due persone con lo stesso quadro clinico non riferiscono gli stessi disturbi
Gli ultimi decenni hanno introdotto, prima i computer e poi gli smartphone, inoltre l’attività fisica delle persone, in generale, è diminuita. Questo ha contribuito a predisporre la colonna cervicale a questo tipo di disturbo. La condizione dei muscoli cervicodorsali e delle vertebre cervicali viene ben valutata dai fisioterapisti specialisti del mal di schiena, che inoltre possono aiutare a risolvere i disturbi che limitano e condizionano la normale quotidianità delle persone colpite da cervicobrachialgia.
Prima di effettuar
e qualsiasi intervento, il fisioterapista specialista nel mal di schiena effettua un’attenta valutazione, quindi propone e concorda un percorso terapeutico con il paziente. Obiettivo primario è la riduzione e il controllo del dolore e dei sintomi neurologici (alterazione della sensibilità lungo l’arto superiore). Il detensionamento, le trazioni, i pompage e un corretto atteggiamento posturale riescono a ridurre la compressione, mentre l’applicazione di terapie fisiche strumentali controllano gli stati infiammatori. A questo deve seguire il ripristino della mobilità e dell’equilibrio del movimento.
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