Cefalee di origine cervicale
l problema delle cefalee è molto complesso ed intricato.
Oggetto di una mole imponente di studi a vari livelli, biochimico, clinico, psicologico, …, sinora nonostante le acquisizioni ottenute è lungi dall’essere chiarito.
Certamente uno dei fattori responsabili dell’insorgenza di cefalea sono le affezioni della colonna cervicale per i suoi stretti rapporti nervosi e vascolari con le strutture dell’encefalo.
A parte le cefalee così dette sintomatiche, in cui cioè la cefalea è solo un sintomo di una affezione generale e ben individualizzata, la cefalea è intesa come una malattia autonoma ad etiologia sconosciuta, ereditaria, a patogenesi nota ma soggetta ad interpretazioni evolutive, a decorso usualmente cronico, ad andamento accessionale o discontinuo, con sintomatologia relativamente polimorfa ma abbastanza costante, discretamente controllabile con gli atti mezzi terapeutici.
Esistono tre classificazioni delle cefalee che tengono conto la prima della etiologia, la seconda della patogenesi, la terza del punto di vista cronobiologico.
Cefalee secondo l’etiologia (da Fazio, Loeb semplificata )
Cefalee primitive
- Vasomotorie
- Da tensione muscolare
- Nevralgie dei capo
- Cefalee secondarie
- Post-traumatiche
- Da affezioni strutture endocraniche
- Da affezioni strutture esocraniche
- Negli stati psiconevrotici
- Da malattie generali
Cefalee dei “Ad Hoc Committee on classification on Headhache” (semplificata)
- Cefalee vascolari (emicrania e cluster)
- Cefalee muscolotensive o da stati psiconevrotici
- Cefalee da trazione ed infiammazione di strutture endocraniche
- Cefalee da affezioni oculari, dell’orecchio, dei denti e di altre strutture del cranio e del collo.
Classificazione delle Cefalee secondo il criterio cronobiologico
- Cefalee Ultradiane: dolore giornaliero con intervalli liberi non superiori alle 24 ore (Cefalea quotidiana subcontinua)
- Cefalee infradiane: dolore con intervallo libero di uno o più giorni (emicrania)
- Cefalee circannuali: uno o più cieli annuali di brevi attacchi (Cluster)
L’esame del paziente dovrebbe tenere conto di quattro momenti fondamentali:
1. ricerca primaria di una lesione organica (neurologica o internistica)
2. investigazione psichiatrica per l’individuazione di turbe psicotiche, nevrotiche, depressive
3. diagnostica delle cefalee come momento autonomo
4. esame accurato della colonna cervicale alla ricerca di disturbi delle giunture intervertebrali che possono non apparire dal punto di vista anamnestico o radiografico di routine
Nel magma dunque di tutte queste possibili cefalee, sono state identificate alcune forme cliniche che sì possono certamente attribuire a sofferenza della colonna cervicale, e che si presentano con alcuni aspetti anamnestici e clinici caratteristici che riassumiamo:
1. Frequenza dopo traumatismi minori (ivi comprese le manipolazioni vertebrali) o da sport
2. Distribuzione del dolore in sede occipitale o più spesso occipitosovra o retro-orbitaria, unilaterale o a dominanza unilaterale prevalentemente o sempre dallo stesso lato
3. Cefalee croniche infradiane che durano da tempo con crisi ogni quindici giorni circa in media, innescate da fenomeni vari come posizioni anomale del capo a letto, sul lavoro, ciclo mestruale, preoccupazioni, freddo, … Non sono precedute da aura, ma a volte sono accompagnate segni vascolari, come ipertermia all’emifaccia corrispondente, lacrimazione, naso chiuso. Questi segni clinici, per altro non sono frequenti, scompaiono con la terapia manuale assieme ai segni cervicali locali se questi esistono. Frequentemente coesiste una leggera nausea; raro invece il vomito. Può coesistere emicrania che naturalmente non risponde alla terapia manuale.
4. Sensibilità del massiccio articolare posteriore dei livelli C2-C4; possibile associazione di cervicalgia con irradiazione al trapezio
5. Alla regione occipitale: Iperalgesia monolaterale alla frizione del cuoio capelluto in regione occipitale
6. Iperalgesia monolaterale all’angolo mandibolare (C3) alla manovra di pizzicamento omolaterale
7. Iperalgesia al sopracciglio omolaterale con la stessa manovra
8. Talora in presenza dei segni cervicali detti e della sintomatologia clinica mancano i segni “cutanei”; e tuttavia la cefalea risponde trattamento manuale: ciò non deve stupire poiché questa è i delle due modalità di proiezione del dolore, cioè a dolore segmentario riferito senza segni locali.
9. I segni clinici anzidetti persistono al di fuori delle crisi algiche
10. I segni soggettivi e obbiettivi si risolvono con infiltrazione anestetica e/o cortisonica del segmento cervicale doloroso o con adatta manipolazione vertebrale
11. L’esame radiologico spesso non mostra segni particolari o mostra i comuni quadri spondilodiscartrosici, o uncoartrosici, o modificazioni della dinamica vertebrale, desumibili dalle radiografie funzionali, con perdita della normale lordosi, tutti segni che possiamo spesso ritrovare in cervicalgici senza cefalea o in soggetti asintomatici.
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