Nozioni – Dott. Claudio Perrino – 2° parte (2 di 10)
Seconda parte del lavoro del Dott. Claudio Perrino sulla spalla dolorosa e sul suo trattamento.
Perché la spalla dolorosa non va operata.
L’intervento, che ancora oggi viene consigliato, è giustificato dalla convinzione che il dolore alla spalla dipenda da un tendine degenerato (o rotto), oppure da una calcificazione, oppure da uno spazio ristretto (conflitto).
A seconda della lesione riscontrata (all’Ecografia e/o RMN) l’intervento consiste nel suturare il tendine e/o rimuovere la calcificazione e/o allargare lo spazio.
Oggi sappiamo che la “spalla dolorosa” non è causata da queste alterazioni anatomiche (che pure sono presenti nelle spalle) ma da una variazione di pressione osmotica che favorisce la vasodilatazione locale con imbibizione delle pareti delle borse e della guaina del capo lungo del bicipite.
Le alterazioni cui si faceva riferimento (tendinosi, calcificazione, conflitto) non possono essere causa della malattia perché non si riscontrano solo sulle spalle dolorose, ma sono presenti anche in soggetti sani dopo i 50-55 anni di età-
Il miglioramento clinico (che spesso fa seguito all’intervento) è dovuto solo ad un effetto collaterale conseguente a variazione di pressione osmotica indotta dall’atto chirurgico (soprattutto in artroscopia). Tanto è vero che il tendine suturato, controllato a distanza di uno o più anni dall’intervento, si presenta ancora degenerato o lesionato, infiltrato di tessuto fibroso e7o grasso in sede di lesione.
Prossima parte: “Allora, perché i pazienti si fanno operare?”
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