Il dolore della spalla di origine cervicale
Il dolore nella regione della spalla è un quadro clinico di comune riscontro nella pratica in fisioterapia. Vi è la possibilità che un disturbo del rachide cervicale sia la causa del dolore alla spalla e quindi si rende necessaria anche una accurata valutazione di questo tratto della colonna per poter giungere alla corretta diagnosi ed alla scelta terapeutica più adatta ed efficace.
Il rachide cervicale può essere responsabile di dolore riferito alla spalla, braccio ed avambraccio per una radicolopatia cervicale.
Inoltre in assenza di alterazioni anatomiche potenzialmente dolorose (artropatie, calcificazioni, lesioni della cuffia dei rotatori), e senza un’evidente radicolopatia, l’irritazione del nervo vertebrale causata da un disco intervertebrale o da una faccetta articolare può essere l’origine del dolore riferito alla spalla. L’irritazione di strutture muscoloscheletriche del rachide cervicale provoca dolore alla regione della spalla e alla parte prossimale del braccio.
Anche fattori meccanici a carico del rachide cervicale possono essere responsabili di dolore riferito nella regione della spalla, e il trattamento di questi disturbi è in grado di alleviare il dolore.
Spesso, escludendo le cause legate a lesioni degenerative, infiammatorie, traumatiche o tumorali, si nota che il dolore viene alleviato dal solo trattamento cervicale. Manifestazioni determinate da una sofferenza segmentaria C4-C5 o C5-C6, simulano spesso tendiniti, o rendono più dolorose lesioni esistenti.
Per avere certezze diagnostiche, dopo il trattamento manipolativo si effettuerà il test dei movimenti che provocano dolore, e se la causa del dolore alla spalla è un Disturbo Intervertebrale Minore, si noterà immediatamente un miglioramento dei movimenti in abduzione e contro resistenza. Se invece il dolore alla spalla non è del tutto modificato dopo il primo trattamento, vi sono poche possibilità che la terapia manipolativa cervicale risulti utile.
Si ricercano quindi:
– eventuali ipotrofie muscolari (trapezio, deltoide, fossa sovra e sotto spinosa)
– asimmetrie delle scapole
– tumefazioni muscolari
– deformità delle articolazioni
Quindi si valuta la motilità passiva, per evidenziare eventuali limitazioni e la presenza di dolore durante o alla fine del movimento,
Si analizza la motilità attiva attraverso i singoli movimenti della spalla alla ricerca di limitazioni e dolore:
Si eseguono i test specifici, alla ricerca dei segni di conflitto subacromiale e di tendinopatia.
Infine si esamina il tratto del rachide cervicale:
– mobilità regionale
– dolorosità al movimento
– dolorabilità alla digitopressione delle apofisi spinose e dei massicci articolari posteriori delle vertebre del rachide cervicale e dorsale superiore
– ricerca dei segni della Sindrome Neurotrofica Vertebrale Segmentaria secondo Maigne (cellulalgie positive alla manovra del “pincé?roulé”, cordoni mialgici dolorabili alla palpazione dei muscoli, ipersensibilità alla digitopressione delle inserzioni teno?periostee)
– esame neurologico (riflessi profondi degli arti superiori, sensibilità e forza muscolare)
– studio radiologico del rachide cervicale (proiezioni anteroposteriore, laterale, obliqua, transorale)
– studio radilogico della spalla (proiezioni anteroposteriore, in abduzione, nelle rotazioni e proiezione per lo stretto subacromiale)
– pazienti con deficit di forza evidenti e/o iporeflessia o disturbi oggettivi della sensibilità sono stati sottoposti a Elettromiografia
– eventuale Risonanza Magnetica Nucleare del rachide cervicale
Possiamo affermare che, nella valutazione clinica di ogni paziente che lamenta una sintomatologia dolorosa a carico della spalla, è necessaria un’attenta ed accurata indagine del rachide cervicale, poiché nel 30% dei casi l’origine dei disturbi alla spalla è la conseguenza di una disfunzione segmentaria dolorosa del rachide cervicale.

