Commento del dott. Claudio Perrino
Tutto è cominciato con una lettera scritta dalla prof.ssa Gilli di Verona, curata e guarita senza intervento ma con semplice terapia ambulatoriale (veloce ed indolore).
Tra lo stupore e l’incredulità pensò di far conoscere la propria esperienza e la propria soddisfazione scrivendo una lettera di ringraziamento alla Gazzetta di Mantova.
Ne venni a conoscenza mentre ero in mensa (in Ospedale) durante la pausa pranzo.
Un infermiere, seduto al mio tavolo, mi allungò il giornale per farmi leggere la lettera pubblicata.
Ne seguirono molte altre.
Dopo le prime 5 o 6 il giornale non pubblicò più le lettere che pervenivano da gran parte delle provincie d’Italia (una scelta dell’Editore che forse pensare che quelle
testimonianze avrebbero danneggiato i Clinici Ortopedici delle nostre provincie che continuavano a proporre la tradizionale terapia chirurgica artroscopia come unica alternativa terapeutica).
Molti altri giornali fecero la stessa scelta (Repubblica, il Corriere della sera, il Giornale).
Ma i pazienti non si sono fermati. Hanno solo cambiato destinatario.
Centinaia di lettere di ringraziamento sono depositate presso la Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Mantova, ove, oltre a ringraziare, i nuovi pazienti
sollecitano un intervento per favorire l’informazione e la diffusione della nuova terapia.
Moltissime lettere sono state inviate alla Presidenza ed all’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia. Molte lettere sono pervenute al Ministero della Salute.
Lo stesso Istituto Superiore di Sanità, ad un cero punto, ha sollecitato la Direzione Generale a formare una Commissione scientifica (da Noi richiesta invano da molti
anni) per la valutazione della nuova terapia.
La Commissione nominata dall’Azienda Ospedaliera si è rivelata una mera formalità: ad eccezione di un Ortopedico di Mantova nessuno era competente dell’argomento
che bisognava trattare. Si è sciolta quando bisognava passare dalla fase organizzativa alla valutazione clinico dei pazienti da trattare.
In pratica solo un atto formale e burocratico privo di qualsiasi credibilità scientifica. In segno di protesta ci sono state le mie dimissioni nel marzo 2010.
Nulla è perfetto e tutto è migliorabile ma il diritto all’informazione (soprattutto in campo sanitario) è indispensabile per qualsiasi scelta consapevole.
Fino a quando al paziente sofferente viene proposta, come unica alternativa al suo male, la sola terapia chirurgica, nessuna scelta potrà mai essere consapevole ed il
“consenso informato” che i pazienti sono tenuti a firmare prima dell’intervento diventa una pura formalità.
Altri pazienti hanno cercato di far conoscere la loro esperienza mediante internet.
Internet è il “nuovo mondo” e sarà la grande rivoluzione del nuovo secolo. Ma non è il mio mondo.
E questo non è il mio secolo. (I siti sulla spalla dolorosa vengono gestiti da pazienti, parenti e operatori qualificati).
Purtroppo, però, non esiste alcun controllo e la vera difficoltà sta nel dover distinguere le poche notizie vere fra le tante falsità ed esagerazioni.
Per quanto ne possa capire credo che il vero problema è che su Internet c’è di tutto.
Ancora adesso non riesco a capire come facciano i pazienti a distinguere una “informazione” da una “speculazione pubblicitaria” finalizzata ad attirare pazienti.
Ho letto di tutto: il lavaggio di spalla presentato come ultima novità (lo faceva il mio Primario sotto controllo ampliscopico), è stato abbandonato alla fine degli anni ottanta, dopo l’avvento dell’artroscopia. Casistica e risultati sono gli stessi degli anni 70 – 80. Ogni mese nuove apparecchiature fisioterapiche invadono il mercato ed approdano su Internet. Tutte presentate come novità “risolutive” anche per la spalla
dolorosa. Quasi tutte sono rielaborazione di principi fisioterapici in uso da oltre 10 anni, lo stesso vale per la kinesiterapia. L’agopuntura, utile per tante patologie, serve poco nella spalla dolorosa, gli interventi in artroscopia sono gli stessi che si fanno da quasi 20 anni. I risultati sono pressoché uguali in quasi tutti gli Ospedali e Case di cura. In realtà non dipendono dalla “bravura” dell’Operatore (fanno tutti la stessa cosa), ma dalla patologia trattata.
Da quasi due anni trattiamo anche spalle già operate che vanno male (purché non vi siano vi siano ancorette metalliche). La casistica di queste spalle operate che vanno
male e/o in attesa di reintervento è equamente distribuita nelle diverse strutture sanitarie italiane.
Prima di chiudere voglio ricordare ai pazienti che nessuna terapia fisica, manipolativa e/o riabilitativa può risolvere una “spalla dolorosa” ma solo favorire una risoluzione
che sarebbe avvenuta spontaneamente dopo qualche mese (sono terapie che accelerano un processo di guarigione messo in atto dall’organismo).
Nessuna fisioterapia può sostituire l’Intervento o l’Allineamento Frizionato.
Ricordo che oltre l’80% delle spalle dolorose guarisce da solo (basta aspettare). Solo il 20% necessita di terapia chirurgica o della tecnica di Allineamento Frizionato.
I ‘‘Centri della Spalla’’
Este (PD) via Tono 12 0429 603733 – Padova via Svizzera 8 049 7294413
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