Capire il reumatismo della mano
Hai dolori alle dita, al pollice o al polso? La loro mobilità è limitata? Potrebbe trattarsi di reumatismo. Il presente articolo intende tracciare un rapido quadro d’insieme delle malattie reumatiche della mano più comuni, come artrosi, artrite, gotta, pseudogotta e reumatismi delle parti molli. La diagnosi di reumatismo si basa sull’anamnesi e sull’esame obiettivo del paziente da parte di un medico. Il presente articolo non sostituisce in alcun modo una visita medica.
La mano è il coltellino svizzero dell’evoluzione umana: uno strumento geniale e multifunzione.
È particolarmente interessante l’estensione delle aree muscolari coinvolte nel movimento: nella mano vi sono esclusivamente muscoli corti, preposti soprattutto alla motricità fine. La forza per afferrare, stringere, premere, ruotare, tirare e pizzicare proviene essenzialmente dall’avambraccio. Lunghi tendini trasmettono il movimento e la forza dall’avambraccio sino alla punta delle dita. Anche il pollice opponibile alle altre dita contribuisce a rendere geniali le nostre mani, consentendoci la cosiddetta presa di precisione o presa a pinza, quando il pollice si oppone all’indice. L’artrosi è la causa più frequente di dolori alle mani e indica un processo degenerativo e doloroso a carico delle articolazioni. Spesso interessa più articolazioni delle dita, in questo caso si parla di poliartrosi delle dita. Con l’avanzare dell’età aumenta il rischio di malattia: superati i cinquant’anni, una persona su tre, soprattutto se donna, sviluppa una poliartrosi delle dita.
Il tessuto cartilagineo rende fluido il movimento articolare e attutisce urti e pressione. I dolori
articolari da carico sono caratteristici dell’artrosi in fase iniziale. Con la perdita graduale di cartilagine le ossa sfregano l’una contro l’altra: quando la malattia è in uno stadio avanzato provoca forti dolori durante il movimento, irritazioni, rigidità articolare e può anche indurre la formazione di escrescenze ossee.
Dato che l’artrosi si manifesta più frequentemente con l’avanzare dell’età, spesso viene considerata una malattia da usura. Ciò non significa, tuttavia, che si possa prevenire l’usura delle articolazioni limitandone l’uso, anzi: le persone più sedentarie sono molto più soggette ad artrosi rispetto a chi si muove molto e volentieri. Oltre all’età e al sovraccarico articolare, anche l’ereditarietà è un fattore predisponente, ma l’artrosi può svilupparsi persino da una precedente lesione articolare.
L’artrosi della base del pollice o rizoartrosi (artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale) è la più frequente malattia degenerativa della mano e colpisce soprattutto le donne. Si presume che i cambiamenti ormonali dopo la menopausa inducano una maggiore lassità dei legamenti e destabilizzino l’articolazione.
L’artrite è una malattia caratterizzata da uno stato infiammatorio delle articolazioni: l’articolazione colpita si gonfia, si surriscalda, duole e presenta una funzionalità limitata. Senza un adeguato trattamento, i processi infiammatori possono causare danni permanenti. Se colpisce le mani, l’artrite può interferire notevolmente con le normali attività quotidiane.
L’artrite reumatoide (AR), colpisce l’1% circa della popolazione, in particolare le donne, che
rappresentano il 70% dei pazienti con AR. L’AR colpisce soprattutto le piccole articolazioni
delle dita delle mani e in modo simmetrico, cioè contemporaneamente a sinistra e a destra. Un sintomo tipico di AR è la rigidità mattutina delle dita. L’AR può distruggere completamente le articolazioni colpite, pertanto sono importanti una diagnosi e un trattamento precoci.
L’artrite psoriasica è caratterizzata dalle alterazioni cutanee tipiche della psoriasi (pelle
squamata) associate a infiammazioni a carico delle articolazioni, della colonna vertebrale e dei tessuti molli. Spesso colpisce le articolazioni delle dita, in modo piuttosto asimmetrico, cioè esclusivamente o prevalentemente le dita della mano sinistra o quelle della mano destra. Un sintomo caratteristico dell’artrite psoriasica è la comparsa di ispessimenti delle dita e alterazioni delle unghie delle dita di mani e piedi.
Un’infiammazione articolare acuta può anche essere di origine batterica. Se un cane, gatto, … vi ha morso alla mano e la ferita sanguina, rivolgetevi assolutamente a un medico.
La gotta è un’artropatia molto dolorosa, riconducibile a depositi di cristalli di acido urico. Di norma il primo attacco di gotta interessa il piede, ma la gotta può colpire anche il polso o una o più articolazioni delle dita. Inoltre possono formarsi noduli gottosi sui lobi delle orecchie, sui gomiti o anche sulle dita. La gotta è inoltre la forma di reumatismo che, con l’80%, presenta la percentuale più alta di pazienti di sesso maschile. Per alleviare i dolori acuti di un attacco di gotta si può ricorrere a farmaci antinfiammatori e cataplasmi di quark o ricotta. Per evitare altri attacchi basta impedire che si formino i cristalli di acido urico: chi è affetto da gotta deve modificare la propria alimentazione se vuole abbassare il livello di acido urico nel corpo, dato che la quantità di acido urico dipende dalla capacità di escrezione dei reni e dall’assunzione di purine attraverso gli alimenti. Le purine sono presenti soprattutto nella carne, nelle interiora e nei frutti di mare, ma anche nella birra.
La pseudogotta (condrocalcinosi) non è una forma di gotta, ma le somiglia sotto molti
aspetti. La pseudogotta è dovuta a depositi di cristalli di calcio nelle articolazioni, per esempio nel
polso, che causano calcificazioni delle cartilagini articolari. I depositi agiscono come se fossero carta vetrata sulle cartilagini e le distruggono. Sebbene vi siano pazienti con depositi di cristalli di calcio che non accusano alcun sintomo, la pseudogotta può essere associata a forti dolori articolari, edemi e altri sintomi come la febbre. Il decorso della malattia varia molto da paziente
a paziente. In realtà i disturbi articolari cronici sono simili all’artrosi e il rischio di ammalarsi aumenta con l’età.
Le malattie reumatiche possono colpire non solo le articolazioni, ma anche le strutture molli:
muscoli, tendini, legamenti e borse sierose. Il termine ‘’reumatismi delle parti molli’’ indica malattie che spaziano dal ‘’pollice dello sciatore’’ (rottura del legamento dovuta a incidente sugli sci) a sindromi da sovraccarico. In quest’ultimo caso, sono i movimenti ripetitivi, come pulire, digitare sulla tastiera del computer o del cellulare, a causare nel tempo un’infiammazione cronica e danni permanenti.
Dolori intensi e pungenti all’articolazione possono essere dovuti a una tenosinovite sviluppatasi in seguito a un infortunio sportivo, un’infezione batterica, un’artrite o un eccessivo carico del polso dovuto a posture scorrette o movimenti ripetitivi. La tenosinovite viene trattata con tutori, fasciature nonché pomate e farmaci antinfiammatori. Altrettanto importante per i pazienti è imparare la postura corretta mediante sedute di ergoterapia.
I gangli sono cisti (rigonfiamenti) delle capsule articolari o delle guaine tendinee, che possono
interessare sia le ossa carpali che le dita. La loro causa è sconosciuta. Spesso i gangli non comportano alcun disturbo e possono regredire spontaneamente, ma se sono associati a dolore è consigliabile una terapia.
Nelle fasi iniziali, il formicolio notturno di una mano può essere un segnale di un incipiente sindrome del tunnel carpale, che sfocia quindi in perdita di sensibilità, intorpidimento e dolore. I sintomi sono dovuti a intrappolamento e danneggiamento da compressione del nervo mediano nel canale carpale. La sindrome del tunnel carpale è una malattia della mano relativamente frequente che viene trattata con tutori, fasciature e iniezioni. Raramente occorre intervenire chirurgicamente.
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