Quali indagini per la diagnosi e la cura della spalla?
La cura dei disturbi funzionali e dolorosi della spalla, non può prescindere dalla valutazione con le immagini. La presenza o meno di versamenti, di lesioni o di eventi maggiori a carico delle ossa (fratture, tumori), è fondamentale per prendere in cura il paziente. Le tecniche di imaging sono importanti per una corretta analisi dei disturbi muscoloscheletrici della spalla ed è fondamentale che la scelta dell’indagine da eseguire, venga effettuata sulla base del sospetto diagnostico.
Esistono varie tecniche di imaging per lo studio dei tessuti molli:
- Ecografia. L’ecografia rappresenta oggi l’indagine di prima istanza nello studio di numerose patologie dei tessuti molli. La tecnica utilizza l’emissione di ultrasuoni. L’ecografo è costituito da una sonda che emette gli ultrasuoni, da un sistema di trasduzione che raccoglie gli echi di ritorno, da un computer dotato di opportuno software di analisi e di trasformazione dei dati in immagini, di una memoria per l’archiviazione dei file, di una stampante per le immagini da stampare. L’ecografia ha molti vantaggi: non ha controindicazioni, non è invasiva o dolorosa, è immediata e ripetibile nel tempo, è poco costosa, permette lo studio dell’arto controlaterale con possibilità di confronto. Consente di poter osservare i tessuti molli in condizioni dinamiche, ad esempio studiando un muscolo mentre si contrae e si rilascia. Unico grande aspetto negativo, è che si tratta di una tecnica operatore-dipendente, dove il risultato dell’esame dipende strettamente da ciò che il medico va a studiare.
- Radiografia tradizionale. La radiografia tradizionale è quella tecnica che sfrutta i raggi-X per ottenere immagini dello scheletro. I raggi-X sono onde elettromagnetiche che si propagano lungo un decorso rettilineo. Le immagini si formano per l’interazione dei raggi-X con la materia. Quando incontrano il corpo, vengono in parte deviati e in parte riescono ad attraversarlo. L’osso è il tessuto che maggiormente contrasta (assorbe) il passaggio dei raggi-X, mentre gli organi ricchi di gas (ad esempio i polmoni) si fanno facilmente superare. Una pellicola radiografica, posta oltre il corpo, viene impressionata dal passaggio dei raggi-X che attraversano il corpo, e fornisce una mappa delle zone a maggior e minore resistenza. Come in un negativo di pellicola fotografica, l’immagine è rappresentata con una scala di grigi, dove i tessuti ricchi di gas sono scuri (radiotrasparenti), mentre le ossa e i tessuti meno attraversabili appaiono come immagini chiare (radiopachi). La radiologia tradizionale trova diffusa applicazione nello studio dei tessuti molli, soprattutto per la ricerca di calcificazioni periarticolari (in quadri cronici) o per la valutazione di sospette fratture e il loro controllo (in campo traumatologico).
- Tomografia computerizzata. La Tomografia Computerizzata (TC) è una tecnica che utilizza radiazioni ionizzanti. L‘unità strutturale fondamentale è costituita da: il tubo a raggi-X, il rilevatore di raggi-X (detettore), il convertitore analogico digitale, il generatore di corrente, il lettino porta-paziente, su cui il paziente viene spostato in modo diverso a seconda di quale sia il consulto diagnostico. le immagini digitali si ottengono grazie all’elaborazione della quantità di radiazioni che attraversano il corpo del paziente e che i detettori ricevono durante tutta l’esecuzione dell’esame. Si possono così valutare le caratteristiche tomodensitometriche di organi e apparati quali le dimensioni, la morfologia, l’aspetto delle lesioni in particolare delle ossa. Ogni tessuto ha un suo valore densitometrico determinato secondo una scala precisa. Ad ogni densità viene fatto corrispondere un tono di grigio, dove l’aria ha un valore molto basso ed appare nera e l’osso ha valori molto alti e appare bianco. Un’applicazione particolare è l’Artro-TC. Si tratta di un esame TC eseguito dopo iniezione intra-articolare di mezzo di contrasto iodato (sotto controllo fluoroscopico). In alcuni casi, per migliorare la definizione delle immagini, può essere introdotta anche una desiderata quantità d’aria (doppio contrasto).
- Risonanza magnetica. La Risonanza Magnetica (RM) è una tecnica di imaging che utilizza l’azione combinata di campi magnetici ed impulsi di radiofrequenza. Le onde elettromagnetiche agiscono sui tessuti corporei (ricchi di acqua) cambiando le loro proprietà elettriche. Il corpo assorbe le onde elettromagnetiche per poi riemetterle. La macchina riesce ad analizzare l’effetto di questo turbamento elettromagnetico e ricostruisce delle immagini distinguendo le strutture a seconda del loro contenuto. In base al tipo di sequenza si può vedere il liquor nero o bianco e il grasso bianco o grigio. La RM non è adatta allo studio delle ossa, in quanto contengono un basso contenuto d’acqua. I principali componenti della RM sono: il magnete che produce il campo, le bobine a radiofrequenza che possono trasmettere e ricevere il segnale, il computer, il lettino porta-paziente, su cui il paziente viene spostato in modo diverso a seconda di quale sia il consulto diagnostico. L’esame diagnostico si svolge nel modo seguente: il paziente si deve distendere sul lettino dove gli vengono posizionate le bobine, il lettino viene fatto scorrere per portare il paziente tra i poli di un magnete aperto, se l’apparecchiatura RM è di tipo “aperto” o in un largo cilindro, all’interno del quale è presente il campo magnetico, se l’apparecchiatura è di tipo “chiuso”. Durante l’esame, che può durare circa 15-30 minuti, il paziente sente un rumore ritmico metallico conseguente al normale funzionamento dell’apparecchiatura. La RM può non essere praticabile nei soggetti claustrofobici, soprattutto quando si tratta di una macchina chiusa. È una tecnica particolarmente adatta all’esame dei tessuti molli (muscoli, legamenti, sistema nervoso) e per questo motivo trova ampio utilizzo per lo studio della spalla. Presenta alcune importanti controindicazioni: la presenza di pace-maker cardiaco, o altro dispositivo elettrico, o di qualsiasi dispositivo metallico introdotto per interventi chirurgici, salvo il caso di materiali sicuramente amagnetici. La gravidanza non è una controindicazione assoluta, ma deve essere giudicata la necessità di eseguire l’indagine (adeguato rapporto rischio-beneficio). Come nel caso della TC, anche la RM prevede la possibilità di iniettare in articolazione un mezzo di contrasto. La tecnica prende il nome di Artro-RM ed è una tecnica che riesce a visualizzare in maniera molto dettagliata.
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