Introduzione alla Capsulite Adesiva
La Capsulite Adesiva, nota anche come “Spalla Congelata” o “Frozen Shoulder”, evolve in tre fasi caratteristiche e conduce a limitazione articolare, su tutti i piani di movimento. Colpisce esclusivamente la spalla e si differenzia dalle rigidità secondarie post-traumatiche che possono interessare tutte le articolazioni del corpo umano.
Si tratta di un’infiammazione della capsula articolare gleno-omerale. Le cause di questa infiammazione non sono note. La capsula viene interessata da una proliferativa sinovite vascolare con formazione cicatriziale, ispessimento e perdita del suo volume. Nella RMN si può evidenziare proprio la perdita del volume capsulare. L’ispessimento, durante le tre fasi che caratterizzano questa patologia produce una limitazione passiva di tutti i movimenti. Non c’è un blocco meccanico imposto dalle superfici articolari o patologie che le possono danneggiare, la limitazione è imposta dai tessuti molli.
Si possono distinguere capsulite adesiva:
- Caratterizzata da tre fasi (congelamento, rigidità, risoluzione)
- Secondaria, ad un evento (frattura, post-intervento)
La diagnosi si effettua mediante gli esami strumentali i quali escludono altre patologie, all’esame clinico si evidenzia la limitazione su tutti i piani di movimento, senza nessun evento traumatico. Il soggetto lamenta dolore che permane dei mesi, dopodiché si presenta una limitazione dei movimenti passivi, quindi il dolore tende a diminuire anche se rimane una certa rigidità.
A seconda della gravità, la patologia si può risolvere spontaneamente senza il ricorso a cure o a trattamenti, oppure perdurare e necessitare di interventi farmacologici e/o riabilitativi.
Nella fase tre può rimanere un certo grado di rigidità.
La capsulite adesiva primaria colpisce prevalentemente le donne tra i 40-45 anni e 60-65, probabilmente per problemi ormonali o situazioni emotive, colpisce quindi soggetti con diabete insulino-dipendente o con patologie tiroidee, dislipidemie o che assumono farmaci anti-epilettici. Molti pazienti (60-80 %) riferiscono che prima dell’insorgere della patologia avevano avuto un periodo particolarmente stressante (“portare il peso sulle spalle”). Non esistono ginocchia, polsi o anche con capsulite adesiva, solo spalle!
- Dolore con presenza di movimento. Una volta che insorge la prima fase ci sarà sicuramente la seconda e la terza. Dura da 2 a 9 mesi, è caratterizzata da dolore, il movimento è completo e diventa doloroso a fine corsa (tensione della capsula). Poi il dolore tende ad irradiarsi fino ad oltrepassare il gomito (mentre la patologia del sovraspinato arriva al massimo all’inserzione deltoidea, la tendinite del capo lungo del bicipite arriva al massimo al gomito passando nel ventre muscolare, la patologia acromio-claveare si irradia solamente verso il collo e verso il petto, e non riguarda una cervico-brachialgia o una sindrome dello stretto toracico). I test tendinei sono discretamente positivi in tutti i movimenti poiché i tendini della cuffia dei rotatori sono intimamente appoggiati alla capsula articolare e la loro messa in tensione provoca dolore (mentre i test tendinei sono fortemente positivi quando riferibili a patologie di cuffia come nel dolore dell’arco doloroso del sovraspinato o l’impossibilità di intraruotare per il dolore al sovrascapolare, o l’impossibilità di extraruotare controresistenza con compenso dell’estensione del polso e/o e l’abduzione dell’arto).
- Dolore con perdita di movimento. Si manifesta lentamente e dura dai 3 ai 12 mesi ed è caratterizzata da perdita della mobilità, più o meno marcata.
- Minor dolore ma presenza di rigidità. Può durare da 12 a 42 mesi, la sinovite svanisce, ma rimane ispessita e meno elastica per via di formazioni fibrotiche. In questa fase, il recupero della mobilità deve proseguire anche oltre i 42 mesi. È la fase più idonea per il recupero del movimento, poiché nelle altre fasi l’infiammazione può essere accentuata dalle manipolazioni.
È importante capire se è primaria o secondaria. Se secondaria non ha fasi e quindi si può trattare immediatamente, se è secondaria bisogna capire in che fase si trova.
Nella fase due il paziente si lamenta più del dolore che della rigidità Applicando del ghiaccio il paziente riferisce un po’ di beneficio o indifferente (aspetto da fase 2, mentre in fase 3 il freddo produce fastidio). Se con paziente posto in posizione supina, alla mobilizzazione passiva, nel momento in cui si sente un blocco importante (fine corsa) il paziente riferisce dolore che diminuisce riducendo l’escursione, siamo in fase 3. Se invece il paziente avverte dolore intenso mentre l’escursione è ancora cedevole, siamo in fase 2. Un altro aspetto che caratterizza la fase 3 è il tempo, prima dei 4-6 mesi questa fase non viene raggiunta.
In fase 2, i medici, per calmare il dolore prescrivono cortisone via orale per 2-4 settimane (non in pazienti con diabete), altri eseguono infiltrazione di cortisone, ma si rischia di irritare ancora di più la capsula.
In fase 3 ci sono tre strade per attenuare la limitazione di una grave capsulite (intensa limitazione, molto tempo trascorso, terapie sostenute inefficaci):
- Allungamenti della capsula
- Mobilizzazioni in anestesia
- Intervento chirurgico (artrolisi artroscopica), ma rischio di fratture, lesioni o lussazioni
I ‘‘Centri della Spalla’’
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