Abitudini viziate che conducono a malocclusioni
Le abitudini viziate del distretto orale giocano un ruolo importante nel determinare numerose malocclusioni e sono correlate dall’età del soggetto (che influenza la plasticità dell’osso), dalla durata, dalla frequenza e dall’intensità delle forze esercitate. Eliminare precocemente le abitudini viziate può determinare il ritorno ad una occlusione normale. Il succhiamento del ciuccio o del dito rappresenta un’abitudine estremamente frequente nel bambino (interessa il 75-95% della popolazione di età infantile. Si instaura molto precocemente, talvolta anche in epoca prenatale e tende ad esaurirsi spontaneamente, verso il quarto anno di vita. Quando persiste oltre bisogna intervenire poiché possono derivare:
- mancanza di contatto interdentale in sede incisiva o morso aperto
- persistenza in deglutizione infantile
- vestibolarizzazione degli incisivi superiori e aumento dell’overjet
- incompetenza labiale
- problemi masticatori e fonetici
- instaurarsi di malocclusioni
La deglutizione atipica può seguire al succhiamento del dito.
L’overjet (proiezione anteriore dei denti superiori rispetto ai denti inferiori) è l’espressione della forza del pollice durante gli anni di succhiamento.
L’incompetenza labiale (labbro superiore e labbro inferiore a riposo non toccano fra loro.
Quando queste abitudini si protraggono dopo il quarto anno di età, il genitore deve intervenire:
- distogliendo il bambino dall’abitudine con altre occupazioni
- premiare il bambino quando non succhia
- ridurre il piacere derivante dal succhiare (sostanza sgradita, guantino di tessuto sul dito)
- applicare dispositivi ortodontici che impediscono il succhiamento
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