Combattere l’incontinenza

Perdite? No grazie!!! 

Viene definita ‘’INCONTINENZA URINARIA’’ qualsiasi perdita involontaria di urina!

Il 20-30% delle donne in età fertile soffre di incontinenza urinaria causata da un problema all’apparato urinario. La percentuale aumenta fino al 40% con l’insorgenza della menopausa, per arrivare oltre il 50% nelle donne anziane. Nella popolazione maschile invece l’incontinenza urinaria si presenta in una percentuale inferiore (3 – 11%).

Il timore che la perdita possa in qualche modo essere percepita da chi ci sta intorno (odore, vestiario bagnato, ecc.) può generare imbarazzo, disagio e frustrazione! Chi ne soffre spesso è spinto a limitare le attività sociali, modificare le relazioni familiari e personali, e/o perdere l’autostima.

Se ritieni di non essere in grado di eseguire autonomamente gli esercizi descritti o se i sintomi non regrediscono, affidati alle mani di un professionista  sanitario (medico di base, medico specialista,  fisioterapista, …). Se affronterai i sintomi con la  fisioterapia e riabilitazione, potranno essere utilizzate varie tecniche come Kinesiterapia, Coni vaginali,  Biofeedback, Elettroterapia oppure l’efficace, semplice e  veloce terapia a vibrazioni meccano-sonore di Synergy Viss.

FisioEstetica ovvero “Trasformare la terapia in una esperienza di benessere”

La Fisioestetica è una particolare branca della Fisioterapia che, attraverso l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali impiegate nella Fisioterapia Riabilitativa, ha            l’obiettivo di trattare le patologie alla base degli inestetismi. Il Fisioterapista applica trattamenti specifici e personalizzati.

CatturaIl metodo interviene con trattamenti in grado di migliorare le funzionalità biologiche del corpo attraverso la stimolazione della normale fisiologia.

La Fisioestetica applica tecniche non invasive, in patologie che rientrano a tutti gli effetti nella Medicina Estetica e nella Fisioterapia, quali ritenzione di liquidi, “gambe pesanti”, adiposità localizzate (cellulite), patologie del sistema linfatico, rilassamento cutaneo del viso e del corpo, atte a riportare il corpo al naturale stato di benessere e bellezza.

In Fisioestetica i trattamenti più frequenti sono studiati per finalità snellenti, anticellulite,Cattura rassodanti, tonificanti, anti-aging e drenanti.

Le metodologie sia manuali che strumentali impiegate sono il Linfodrenaggio manuale secondo metodo Vodder, Massoterapia, Correzioni posturali,  Ultrasuoni manuali, TECAR®,  Synergy Viss, Scenar®. 

TECAR®, agisce riequilibrando il metabolismo cellulare, rendeCattura                  i tessuti più compatti e migliora il  microcircolo. Inoltre riduce edemi  ed ematomi. Grazie all’incremento del microcircolo e alla ipervascolarizzazione induce un effetto lifting e attenua le “borse sotto gli occhi”. Risultati visibili fin dalla prima seduta.

CatturaLe sapienti manovre del Linfodrenaggio, applicate ad arte, favoriscono il drenaggio dei liquidi.

Con trattamenti ad Ultrasuoni, i primi risultati apprezzabili si possono ottenere già  dalle prime sedute, in particolare la cute risulterà più liscia, morbida ed elastica.

Il sistema a vibrazione meccano-sonora di Synergy Viss permette una                   Catturarimodulazione ed una ottimizzazione del tono-trofismo muscolare.

Applicazione di protocolli Scenar® Cosmetology di ringiovanimento e di dimagrimento con trattamenti viso e/o corpo.

 

 

 

Sconfiggere l’incontinenza

CatturaL’incontinenza urinaria, vale a dire la perdita involontaria di urina, colpisce molte più persone di quanto si pensi. Sebbene la sua prevalenza sia maggiormente a carico della popolazione anziana e delle donne, tutte le fasce di età sono colpite, in entrambi i sessi. È un disturbo spesso inizialmente trascurato da molti, specie se di modesta entità, oppure non portato all’attenzione del medico per semplice vergogna. Purtroppo nella maggior parte dei casi non guarisce spontaneamente e, se non affrontato subito e nel modo giusto, può peggiorare con ripercussioni negative soprattutto sulla qualità della vita.
Ecco perché abbiamo deciso di occuparci seriamente della cura dell’incontinenza.
E il modo più discreto, semplice ed efficace è la terapia a vibrazioni, con la quale una persona con incontinenza può trovare la soluzione del proprio problema senza sentirsi “sola”.

Che cosa è, e dove origina il dolore alla spalla!?

Che cosa è e da dove origina la spalla dolorosa?
17884369_745000269011358_5862877264660015101_nSi può credere che origini dalla “lesione tendinea”o dalla “tendinosi” o dalle “calcificazioni” o dal “conflitto” se poi la maggior parte di queste spalle dolorose guarisce spontaneamente? Si può credere che un tendine rotto possa guarire prima dell’intervento di tenorrafia? Si è mai visto un paziente con tendine rotuleo o d’Achille rotto che, spontaneamente, dopo qualche mese, si alza e riprende a camminare ed a correre?
Dopo aver presentato le numerose incongruenze cliniche e scientifiche che demoliscono la patogenesi ufficiale (al di là di ogni ragionevole dubbio) viene illustrato il percorso fisiologico che porta alla degenerazione (tendinosi) ed alla lesione tendinea del sovraspinato.
Segue esposizione sulla biologia e biochimica (generale) per arrivare alla patogenesi della “spalla dolorosa” che vede l’origine della patologia in una alterazione osmotica delle strutture anatomiche più vascolarizzate presenti al polo superiore dell’articolazione (borse e guaina tendinea).
Individuata la causa viene presentata la terapia idonea al riequilibrio biochimico dei tessuti sofferenti mediante tecnica denominata “allineamento frizionato”.

I metodi innovativi e la Spalla Dolorosa

Molti metodi innovativi sono accolti con scetticismo perché smentiscono o rifiutano le comuni credenze e conoscenze relative al loro campo di applicazione. Così molte arti, scienze o metodi sono chiusi verso una qualsiasi soluzione alternativa.
Tendiamo inoltre a rendere le cose difficili e complesse, riteniamo guai e problemi degli ostacoli da superare con la forza, lottando tenacemente. Molto spesso invece le soluzioni sono alla nostra portata, ma non le possiamo vedere poiché siamo sintonizzati su linee complicate e astruse.
Rimedi semplici sono considerati impossibili e chiunque si propone di farlo viene ostacolato. Il sistema tende inoltre a non divulgare ciò che potrebbe intaccare i loro interessi!
Quello in cui crediamo è importante. Si fanno guerre per questo. La politica e la scienza sono basate su questo. Ma qualcosa potrebbe non essere vero, e diventare proprio “troppo bello per essere vero”.
Sono già state dette frasi poi smentite:
“Una macchina che pesi più dell’aria non può volare”
“Tutto quello che si poteva inventare è già stato inventato”
“Internet ben presto collasserà in modo catastrofico”

Una spalla dolorosa con riduzione dello spazio sottoacromiale, lesione tendinea alla cuffia dei rotatori, periartrite calcifica, deve essere operata!

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Radiofrequenza

La radiofrequenza è una metodica non invasiva e non dolorosa che contrasta efficacemente i segni dell’invecchiamento cutaneo e consente di ottenere un duraturo miglioramento della qualità della pelle del corpo e del viso, attenuando con una certa stabilità i principali inestetismi che la riguardano come le rughe o le lassità.

 

 

Approccio terapeutico innovativo

L’ allineamento frizionato è un innovativo approccio terapeutico applicato nelle spalle dolorose. Il Dott. Claudio Perrino, nel corso degli anni, ha:

  • individuato una causa che non era stata ancora sufficientemente considerata
  • messo a punto una particolare tecnica che agisce direttamente sul sintomo doloroso e consente il recupero della funzionalità

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Il metodo permette una guarigione senza la necessità dell’intervento chirurgico.

La letteratura ortopedica pone alla base della “spalla dolorosa” quattro possibili alterazioni anatomiche che interessano apparati differenti:

 

 

  • tendininee (lesioni di uno o più tendini della cuffia, tendinosi, tendinite calcifica)
  • scheletriche (sindrome da conflitto o artropatia gleno-omerale)
  • capsulari (capsulite adesiva)
  • pericapsulari (periartriti con o senza calcificazioni)

La vera causa della malattia è stata individuata in uno squilibrio pressorio che interessa l’articolazione e le strutture periarticolari.

Le alterazioni anatomiche quindi non sembrano essere responsabili della spalla dolorosa ma solo dei reperti occasionali, infatti possono essere:

  • presenti anche in spalle normalmente funzionali e indolori
  • assenti in spalle dolorose

Confronto

Dopo training di apprendimento sostenuto nello studio del dott. Perrino ad Asola la metodica viene applicata anche presso Il “Centro Unico Veneto di Allineamento Frizionato“, ad Este (PD), Tel.: 0429603733

Vita, Morte e Miracoli del Sovraspinato

Il Sovraspinato ha forma di triangolo rettangolo coricato, con il vertice che si allunga a raggiungere il trochite omerale. Nel movimento di abduzione viene a formare una leva ove la potenza (corpo del muscolo) è situata sulla spina della scapola e la resistenza (apice del triangolo) sull’omero.

sovraspinato

Inizia la sua attività già prima della nascita. Fa parte di quel gruppo di muscoli responsabili dei movimenti fetali. Tanto è possibile perché la sua zona di ancoraggio (fossa sovraspinata) è già presente e solida negli ultimi mesi di gravidanza.

Alla nascita lavora come leva di primo genere vantaggiosa (braccio-potenza maggiore del braccio-resistenza).

Nel corso dell’osteogenesi, il corpo del muscolo rimane ancorato alla fossetta sulla spina della scapola mentre il capo distale si allunga a seguire la testa omerale (che si allontana dal fulcro). Queste variazioni (aumento braccio resistenza e spostamento del fulcro) finiscono per modificare gli elementi costitutivi della leva. Alla fine dello sviluppo la leva perde le caratteristiche vantaggiose che aveva alla nascita (e nella prima infanzia) perché sono cambiati la posizione e le proporzioni degli elementi costitutivi. Sono cambiati cioè la posizione del fulcro ed i parametri potenza-resistenza.

In pratica, a differenza degli altri muscoli dell’organismo, l’accrescimento interferisce sulla attività del sovraspinato fino a modificare il principio dell’equilibrio dei momenti. Ne risulta (a partire dai 20 anni di età) una riduzione della funzione (abduzione) a parità di potenza.

Mentre il deltoide, come tutti i muscoli dell’organismo, ci accompagna per tutta la vita, il sovraspinato ha una emivita che si aggira fra i 40 e 50 anni. A partire da questa età inizia una degenerazione fibrotica delle fibre muscolo-tendinee conseguente a progressiva riduzione di flusso ematico. La degenerazione involutiva (spesso con lesione successiva) inizia dal tratto distale (zona critica) per due motivi:

  1. Trattasi di una zona già scarsamente irrorata fin dalla nascita, ove, a partire dai 40-45 anni di età le arterie vanno incontro ad un invecchiamento precoce con ispessimento ed indurimento delle pareti medie e conseguente riduzione ulteriore del flusso ematico. In carenza di ossigeno e metaboliti le fibrocellule muscolari si “adattano” andando incontro a trasformazione fibrotica.
  2. Fenomeno chiamato wringing out, (compressione della testa omerale col braccio addotto e conseguente riduzione di apporto ematico).

La riduzione (fisiologica) del metabolismo (ed ossigenazione) porta alla sostituzione delle fibrocellule muscolari con fibre connettivali ialine. Tale processo, può essere rilevato anche da esami strumentali (RMN, Eco) in tanti soggetti che non hanno mai avuto problemi alle spalle. Viene segnalato dai Radiologi col termine di “tendinosi”. Di norma la fase di involuzione (trasformazione delle fibrocellule in tessuto fibroso) può durare dai 5 ai 15 anni (va dall’età di 40 ai 55 anni) e si esaurisce con la perdita della funzione abduttoria del sovraspinato. A partire da questa età il muscolo perde progressivamente la capacità contrattile per sostituzione delle fibrocellule muscolari con tessuto ialino-connettivale-lasso (che non è estensibile). In pratica, a partire dai 40 anni di età (a seguito di un deficit vascolare progressivo) inizia un processo di fibrotizzazione del tendine sovraspinato che porta alla morte funzionale del muscolo (il tendine è ancora presente ma costituito da tessuto fibroso che non esplica più alcuna funzione). Spesso (quando il processo di fibrotizzazione non è ancora completato) la contrazione delle residue fibrocellule muscolari può agire come forza traente sulle fibre già degenerate (azione che si può ripetere ad ogni contrazioni) fino alla loro rottura. Questo evento è asintomatico e solo raramente viene avvertito dal paziente. Non necessita di trauma, anche se spesso i pazienti riferiscono un episodio traumatico. Di norma la lesione del tendine è silente ed il paziente ne viene a conoscenza a seguito di esame occasionale. In molti casi un episodio di “spalla dolorosa”, anche transitorio, può essere la motivazione dell’esame strumentale (Eco o RMN). Si tratta quindi di processo fisiologico. Il paziente che legge il referto della RMN si preoccupa perché non sa che un tendine degenerato non può esercitare nessuna funzione e che una sua rottura non può interferire su una funzione che non c’è più. Il riscontro strumentale di una lesione e/o tendinosi del sovraspinato è solo un reperto occasionale che non ha niente a che vedere con la “spalla dolorosa”. Questa infatti nella maggioranza dei casi può guarire spontaneamente lasciando la “lesione” invariata. Il reperto strumentale rimane uguale anche a distanza di tempo, quando il paziente non ricorda più se la “spalla dolorosa” era stata la destra o la sinistra.rm

Il paziente si fa operare perché è convinto che la sintomatologia dolorosa della sua spalla sia causata da quella degenerazione e/o rottura tendinea. Crede che dopo l’intervento il tendine suturato riprenda a funzionare come nei primi anni di vita.

Non può sapere che a partire dai 35-40 anni quel tendine viene lentamente dismesso dall’organismo, come un ramo secco, per progressiva involuzione fibrotica. Nel giro di 10 o 15 anni il sovraspinato completa la sua regressione fino a diventare un tendine “insecchito” (tendinosi). A partire da questa età, in tutti gli organismi umani, la funzione di abduzione della spalla viene svolta solo dal deltoide. Il termine “tendinosi” riferito ai tendini del nostro organismo corrisponde al termine “secco” del mondo vegetale. Come un ramo “secco” non è più utile all’albero né per la sua ossigenazione né per la sua vegetazione, così il sovraspinato “tendinosico” non è più utile all’organismo nè per la vitalità dei tessuti né per la motilità della spalla. Come nel regno vegetale la riduzione di linfa vitale porta alla trasformazione di un ramo verde in ramo secco così nell’organismo umano la riduzione del flusso ematico nella cuffia rotatori porta alla trasformazione del tessuto muscolo-tendineo attivo (fibrocellule muscolari) in tessuto fibrotico-ialino (inestensibile) ”rinsecchito”ed inattivo. In entrambi i casi trattasi di processo fisiologico ben compensato. Nell’albero la funzione (ossigenazione,vegetazione e fioritura) viene vicariata da altri rami verdi. Nell’organismo la funzione (abduzione della spalla) viene vicariata dalle fibre anteriori del deltoide che si potenziano progressivamente a partire dalla seconda-terza decade di vita (man mano che si riduce l’attività del sovraspinato). Quando un ramo secco rimasto attaccato al tronco si spezza non provoca nessun danno alla pianta; nessuna interferenza con la vegetazione e la vitalità dell’albero. Allo stesso modo un sovraspinato tendinosico (rinsecchito) che si rompe non interferisce nè con la motalità della spalla né con la vitalità dei tessuti. In entrambi i casi trattasi di parti inattive di un organismo (vegetale o animale) che da tempo non esplicano più alcuna funzione. Tenere attaccato artificialmente un ramo secco non serve a farlo rifiorire. Allo stesso modo riattaccare o suturare un tendine rinsecchito (tendinosi) non può riattivare la sua funzione. Riscontri:

  • Numerosi esami autoptici hanno rilevato la presenza di tendini sovraspinati totalmente degenerati e lacerati in pazienti (spesso atleti) dopo i 50 anni di età che non avevano mai lamentato problemi alle spalle.
  • EMG eseguite in pazienti “guariti” a seguito di intervento artroscopico (o a cielo aperto) di sutura del sovraspinato, hanno evidenziato un muscolo privo di risposta a qualsiasi stimolo.
  • EMG eseguite a seguito di blocco anestetico del nervo sovrascapolare (che innerva il muscolo sovraspinato) hanno dimostrato che la perdita di questo muscolo non impedisce l’abduzione e non rallenta neanche l’inizio del movimento (gli Inglesi avevano definito il sovraspinato lo “starter” dell’abduzione). Viceversa in nessun caso una spalla si potrà mai sollevare (abduzione) se vi è una paresi del circonflesso (o ascellare) che innerva il deltoide.

Infine, contrariamente a quanto creduto, va riconosciuto che una seppur piccola partecipazione al movimento di abduzione viene esercitata dal capo lungo del bicipite perché dagli esami elettromiografici risulta che, se sezionato, potrebbe portare ad una perdita di potenza della funzione abduttoria fino al 20% (se non compensata con la massiccia muscolatura delle fibre acromiali del deltoide). content1-1024x1024

Tutti i giorni, in decine di sale operatorie di Ospedali pubblici e privati, si celebra la riesumazione di questi tendini (sovraspinati) fisiologicamente morti che vengono “miracolosamente resuscitati” con qualche punto di sutura (?).

Dottor Claudio Perrino